cerca nel sito


prossimo seminario

Al momento non sono disponibili seminari IGS per il tiro di campagna sulle lunghe distanze .
sako
Per rimanere sempre aggiornati vi consigliamo di iscrivervi alla newsletter

Data book

L' Italian Gallinago Shooting è lieta di offrire gratuitamente ai suoi visitatori  il suo data book ,un comodo ed utilissimo strumento per le sessioni di tiro.

  

Il download dell' I.G.S. data book ,ed i consigli su come utilizzarlo al meglio sono disponibili nella sezione SPERIMENTAZIONE oppure  cliccando su questo link .

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter
l'ottica da tiro PDF Stampa

GENERALITA’

Il cannocchiale è un oggetto ideato per consentire un puntamento più preciso delle mire metalliche, sfruttando l’ingrandimento del bersaglio tramite l’utilizzo di lenti opportunamente trattate e disposte all’interno di un tubo metallico. Un’ottima carabina con un’ottica scarsa non potrà mai competere con una media carabina dotata di un’ottica di prima classe. I raggi luminosi, penetrando nel tubo, attraversano la lente frontale e vengono concentrati in un punto chiamato piano focale (Piano dell’Obbiettivo, 1° piano focale), poi tendono a divergere, ribaltando l’immagine inquadrata dall’obbiettivo. Un successivo gruppo di lenti, posizionata nella zona centrale del tubo, provvederà ad invertire l’immagine e a concentrarla su un secondo piano focale (Piano dell’Oculare, 2° piano focale), ed infine verrà ingrandita da un oculare che sarà situato frontalmente all’occhio dell’osservatore.
Il reticolo viene posizionato su uno dei due piani focali in modo che sia perfettamente sovrapponibile al bersaglio.

CARATTERISTICHE DI UN’OTTICA DA TIRO

  • Obiettivo:
    è la grossa lente rivolta l’oggetto osservato. Il numero successivo al valore degli ingrandimenti è accompagnato da una x (es. x50) ed identifica in millimetri il diametro dell’ obbiettivo ed ha un rapporto direttamente proporzionale alla quantità di luce che può entrare nell’ottica, quindi alla luminosità del bersaglio.
  • Tubo o Corpo centrale:
    parte centrale dell’ottica contenente i meccanismi per la regolazione dell’alzo e del brandeggio del reticolo, nonché il corpo cilindrico contenente il gruppo lenti. Il tubo deve essere indeformabile agli urti e agli sbalzi di temperature, deve essere costruito con tolleranze strettissime. Generalmente è in leghe di alluminio, ma non mancano in acciaio che, pur essendo più pesanti, hanno una dilatazione termica inferiore di circa la metà. Minori sono i pezzi che lo compongono più rigido il tubo sarà e meno problemi d’impermeabilità darà. Per migliorare la tenuta agli agenti esterni ed agli sbalzi di temperatura derivanti che potrebbero influenzare la trasparenza dell’ottica, come ad es. la condensa, il tubo viene riempito di gas inerte, generalmente azoto.
  • Oculare:
    e’ la lente rivolta verso l’osservatore
  • Ammortizzatore dell’oculare:
    l’oculare posteriore poggia in una sezione del tubo che è ammortizzata in modo da evitare il classico contatto, se non addirittura la ferita, da rinculo.
  • Ingrandimenti:
    il primo numero della sequenza numerica che accompagna il nome del modello dell’ottica scelta, es.6x, identifica il numero delle volte che l’immagine traguardata dall’ottica sarà ingrandita (se il nostro obbiettivo fosse a 300 mt. da noi, un’ottica 6x ce lo presenterà come se fosse a 50 mt, un 8x come a 37,5, un 10x come a 30 mt, un 24x come a 12,5 mt.), molto spesso compare in coppia con un secondo numero separato da una lineetta, es.6-24x, identificando così l’escursione minima e massima d’ingrandimenti che l’ottica avrà a disposizione per ingrandire il bersaglio. Queste due differenti modalità nomenclatura dell’ottica portano l’operatore a capire che:

    - 6x identifica un’ottica ad ingrandimenti fissi;
    - 6-24x identifica un’ottica ad ingrandimenti variabili.
  • Pupilla d’uscita:
    visivamente la si nota guardando a 30 cm di distanza, circa, l’oculare di un binocolo/cannocchiale la superficie chiara circolare al suo interno. E’un valore importante per un’ottima visione crepuscolare.
    Si calcola dividendo il diametro dell’obbiettivo per il numero egli ingrandimenti, il risultato espresso in mm, sarà il diametro della pupilla d’uscita. Più il valore della pupilla d’uscita si avvicinerà a 7 mm più l’ottica sarà luminosa. Il valore di 7 mm è da considerarsi come riferimento in quanto sono i mm di massima apertura che, mediamente, la pupilla umana ha in situazioni crepuscolari o di buio per ricevere la maggiore quantità di luce ambientale, un quarantenne ha una dimensione massima pupillare di 6 mm..
    Es: 6x42 = pupilla d’uscita di 7 mm; 8x56 = pupilla d’uscita di 7mm; 16x56 = pupilla d’uscita di 3,5 mm.
    Nei variabili il maggior numero di lenti presenti nel tubo porta ad una perdita maggiore di luminosità confronto i fissi, però recuperabile giocando con il diametro dell’obbiettivo.
  • Valore crepuscolare:
    è un valore matematico dato dalla radice quadrata dell’ingrandimento per il diametro dell’obiettivo.
    E’ un valore puramente teorico in quanto non tiene assolutamente conto della qualità delle lente e delle lavorazione ricevute che portano una lente ad essere comunque più luminosa rispetto ad una di diametro maggiore ma di qualità inferiore.
    Per non farsi ingannare dal valore crepuscolare basta portare questo esempio: uno spektive 30x75 ha un valore crepuscolare molto elevato ma una pupilla d’uscita poco superiore ai 2 mm, mentre un binocolo 7x50 avrà un valore crepuscolare inferiore ma una pupilla d’uscita pari a poco più di 7 mm. Secondo voi quale delle due ottiche lavorerà meglio al crepuscolo ?
  • Campo visivo:
    identifica quanti metri di lineari di campo sono visibili a 1000 mt. di distanza traguardando da un’ottica di tiro.
    Più aumenta l’ingrandimento più diminuisce il campo visivo. Nei variabili cambia in base all’ingrandimento scelto per la visione.
  • Lenti:
    la qualità delle lenti è riconducibile alla qualità iniziale della lente e alla sua lavorazione.
    Generalmente le lenti vengono costruite per dare una risposta ottimale (messa a fuoco) sulle lunghezze d’onda del blu e del giallo, in quanto ogni materiale ha un proprio indice di rifrazione, lasciando gli altri colori sfuocati.
    L’indice di riflessione, ossia quanta luce viene riflessa, è dovuto al cambiamento del mezzo di propagazione della luce. Il tipo di trattamento superficiale delle lenti, a base di finissimi strati di fluoruro di magnesio e ossidi, andrà a diminuire sempre più lo sbalzo di riflessione che la luce ha passando direttamente dall’aria alla lente e all’aria di nuovo.
    Tenendo conto che nel passaggio dall’aria al vetro viene riflessa, in una lente non trattata, il 5 % della luce e che altro 5 % viene a perdersi nel successivo passaggio con l’aria, se si moltiplica questa perdita per il nr. delle lenti che fanno parte dell’ ottica, si potrà avere una perdita pari ad oltre il 50 % della luce. Ecco dove sta la differenza di prezzo fra ottiche diverse.
    La qualità di una lente la si percepisce anche nella sua capacità di far risaltare il contrasto fra gli oggetti visionati con essa.
    Tutte le ottiche preposte ad un uso gravoso devono avere anche una lavorazione antigraffio. La purezza iniziale della lente, la qualità della lavorazione che subisce, influisce in modo determinante sulla “qualità “ della pupilla d’uscita.
    Nelle ottiche ad ingrandimenti variabili vengono aggiunte delle lenti scorrevoli per rotazione che permettono di variare la distanza focale e di conseguenza gli ingrandimenti.
  • Reticoli:
    sono ottenuti mediante incisione su un vetrino e verniciatura dello stesso con successivo incollaggio di una seconda lente, oppure tramite metallico, il migliore in quanto non costringe il costruttore ad inserire una nuova lente che porta ad una diminuzione di luminosità, non determina opacità ed è possibile creare reticoli finissimi.
    Nei variabili possono essere posizionati sul primo o sul secondo piano focale.
    Nel primo caso le dimensioni del reticolo varieranno con il variare degli ingrandimenti, in modo che il rapporto dimensionale tra reticolo e bersaglio rimanga costante, nel secondo caso invece al variare degli ingrandimenti il bersaglio varia di grandezza ma il reticolo rimane sempre della stessa dimensione. Il reticolo deve essere scelto in base al lavoro richiesto.
    E’ possibile dividere in tre grandi famiglie i reticoli : per tiro a segno, per caccia, per impieghi militari.
    Un reticolo fine svolgerà un eccellente lavoro su bersagli cartacei da poligono ma se utilizzato per la caccia si perderà nella vegetazione, di contro, un reticolo con i filetti spessi da caccia andrà a coprire il bersaglio da tiro a segno rendendo impossibile “tagliare in quattro il 10”.
    In ambito di polizia un crossair o plex con l'ausilio di un telemetro laser è sufficiente. In campo militare il reticolo dovrà svolgere un altro tipo di lavoro, dovrà funzionare anche da misuratore di distanza, insomma da telemetro.
    In quest’ultimo caso vengono usati due sistemi: a scala graduata, o Stadia, e Mil-Dot.
    Il primo è di origine europea ed è composto da una serie di tacche che corrispondono alla distanza tra il capo di un uomo e la sua cintura, affiancata da un numero che corrisponde alla distanza del bersaglio.
    Il secondo è di origine statunitense e si basa su una serie di puntini posizionati sul reticolo che andranno a sovrapporsi sull’obiettivo, conoscendo l’altezza dall’oggetto traguardato e il nr di puntini sovrapposti ad esso, tramite una semplice formula si avrà la distanza tiratore-obiettivo.
  • Regolazioni dell’alzo e del brandeggio:
    viene effettuato grazie alla rotazione delle torrette che spostano l’immagine del bersaglio sul piano focale, variando la posizione del corpo cilindrico che contiene le lenti, inserito nella zona centrale del tubo. Lo spostamento della torretta è confermato da un click tattile che in base alla finezza della regolazione sposterà il la collimazione, a 100 mt. , di 1;1/2,1/4, 1/5,1/8 di MOA.
    Il MOA, Minute Of Angle o Minuto d’Angolo, è una misura angolare che si basa sul grado sessagesimale, essendo esso riferito ad un angolo il suo valore sarà uguale a qualsiasi distanza presa in esame. Un minuto d’angolo equivale ad 1/60 di grado, 1grado = 60 primi , 360 gradi = 21600 minuti primi.
    Senza addentrarci in discussioni trigonometriche sulla tangente dell’angolo del rapporto distanza/colpo o rosata, comunemente si può dire che 1 MOA (ovvero il segmento sotteso a quella data distanza) è uguale a:

    • 25.4 mm (1 pollice) a 87.28 mt (95.4 yards);
    • 26.26 mm (1.047 pollici) a 91.44 mt (100 yards)
    • 29.1 mm (1.13 pollici) a 100 mt (109.4 yards)
  • Correttore del parallasse:
    Parallasse: spostamento apparente di un punto rispetto a un altro punto situato a distanza diversa dall’osservatore, che si verifica quando l’osservatore si sposta in direzione perpendicolare alla congiungente i due punti.
    Errore di parallasse: errore che si commette nella lettura su una scala graduata, quando, a causa di un punto di osservazione non opportuno, l’indice non si proietta ortogonalmente su di essa.
    Le due sopraccitate definizioni sono state prese dal “Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli” del 1994.
    Errore di parallasse nelle ottiche da tiro: elaborando le due definizioni del vocabolario si potrà intendere errore di parallasse quell’errore che i tiratori commettono traguardando l’ottica con il loro occhio non perfettamente in linea con l’asse bersaglio/centro del reticolo/oculare, ma su un asse parallelo, producendo l’effetto che il reticolo “balla” sul bersaglio, il correttore di parallasse riporta il bersaglio ed il reticolo sullo stesso asse, oppure si potrebbe dire che l’errore di parallasse è lo spostamento apparente del bersaglio rispetto al reticolo quando la posizione dell’occhio del tiratore rispetto all’oculare varia.
    Le ottiche che non sono dotate della correzione manuale del parallasse vengono generalmente ottimizzate direttamente dal costruttore per una distanza di 200 mt., in modo da permettere tiri a 100 e 300 mt. con errori di 1-3 cm. nel tiro.
    Le ottiche che ne sono dotate hanno la regolazione generalmente su una terza torretta, agendo sull’ultima lente del sistema centrale, oppure tramite l’intera parte anteriore dell’ottica, che agisce sulla lente dell’obbiettivo. Qualunque sia il sistema usato per correggere il parallasse non si fa altro che variare la distanza fra l’obbiettivo e la lente anteriore del sistema centrale.
    Se possibile sarebbe preferibile il primo sistema in quanto permette di mantenere l’intera struttura più rigida e resistente.
    Nella pratica la regolazione del parallasse da parte del tiratore è da usarsi come una messa a fuoco dell’ottica.

PARALUCE

Assolutamente necessario, evita che il riflesso della vostra lente sia percepito dal nemico rivelando così la vostra posizione. Deve avere una lunghezza minimo pari al diametro del vostra lente d’entrata, in modo da essere sicuri che il riflesso della luce si rifletta sulle pareti interne del paraluce.
Unica eccezione al riflesso di luce è quando il sole è frontale a voi e state osservando il vostro bersaglio proprio in quella direzione. Siete rilevabili dal vostro nemico.
L’unica soluzione è quella di usare una griglia/rete di colore scuro, non riflettente, da mettere davanti all’oculare come se fosse una coprilente di protezione.

LA SLITTA/BASETTE

sulla slitta non si deve lesinare neanche un €, bisogna spendere, è inutile avere una carabina da grido e poi dei supporti scadenti per la nostra bella ottica. Di basette ne esistono vari tipi ma personalmente consiglio quelle tipo Picatinny a Mil –Spec in pezzo unico.
In commercio esistono anche slitte inclinate di 20 o 40 moa che danno un appruamento al cannocchiale permettendogli di guadagnare in alzo per tiri alle lunghe distanze. Tale tipologia di basette diventano essenziali per armi come il .338LM e il 12,7, in modo da permettere all’ottica di poter lavorare su tutta la sua escursione d’alzo.
Evitate basette che vi permettono la regolazione del brandeggio, non hanno la giusta robustezza richiesta dal lavoro di sniper.

GLI ANELLI

il discorso delle slitte/basette vale anche per gli anelli. Cercate anelli sempre Mil-Spec con 4 viti per anello e con dado di serraggio, ad uso del dinamometro, e non leve o altro. Una volta serrati ci devono rimanere, non continuate a mettere e a togliere l’ottica, dovreste ritararla ogni volta.
 

Il fucile

Il fucile di precisione

fucile di precisioneL’arma da fuoco non è altro che una macchina termobalistica capace di lanciare una massa nello spazio sfruttando la forza dei gas in espansione prodotti dalla combustione della carica di lancio all’interno di un tubo. Da ciò si evince che l’arma da fuoco sarà costituita da i seguenti elementi fondamentali: Read More

La cartuccia

la cartuccia

cartucciaLa cartuccia non è altro che l’elemento attivo della combinazione arma-munizione che grazie al suo propellente (carica di lancio) riesce ad imprimere una spinta ad un corpo solido (proiettile) per fargli effettuare “un lavoro” sul bersaglio.Read More

L' ottica

L'ottica da tiro

cannocchiale di precisioneIl cannocchiale è un oggetto ideato per consentire un puntamento più preciso delle mire metalliche, sfruttando l’ingrandimento del bersaglio tramite l’utilizzo di lenti opportunamente trattate e disposte all’interno di un tubo metallico. Un’ottima carabina con un’ottica scarsa non potrà mai competere con una media carabina dotata di un’ottica di prima classe.Read More

Il tiro di precisione

Il tiro di precisione alle lunghe distanze

tiro_lunga_distanzaTutti noi, al poligono, prestiamo estrema attenzione alla nostra posizione di tiro, all’allineamento della linea di mira alla respirazione per poi perderci nella laboriosità dello scatto perfetto.Read More

Copyright

Tutti i contenuti, sia il testo, la grafica, i files, le tabelle, le immagini e le informazioni presenti all'interno di questo sito sono protetti ai sensi delle normative sul diritto d'autore, sui brevetti e su quelle relative alla proprietà intellettuale . Ogni prodotto o società menzionati in questo sito sono marchi dei rispettivi proprietari o titolari e possono essere protetti da brevetti e/o copyright concessi o registrati dalle autorità preposte. Possono quindi essere scaricati o utilizzati solo per uso personale e non commerciale: pertanto nulla, neppure in parte, potrà essere copiato, modificato o rivenduto per fini di lucro o per trarne qualsivoglia utilità.

Utilizzazione del Sito IGS

In nessun caso L'Italian Gallinago Shooting potrà essere ritenuta responsabile dei danni di qualsiasi natura causati direttamente o indirettamente dall'accesso al sito, dall'incapacità o impossibilità di accedervi, o dall'utilizzazione da parte Vostra delle notizie in esso contenute.
L'Italian Gallinago Shooting provvederà ad inserire nel sito informazioni aggiornate, ma non garantisce la loro completezza o totale accuratezza.
L' Italian Gallinago Shooting si riserva il diritto di modificare i contenuti del sito e delle note legali in qualsiasi momento e senza alcun preavviso.
g1 design studio